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Bando Filiera Moda 2026 da 100 milioni per le PMI

Aggiornato al 23 settembre 2026

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per programmi da 1 a 20 milioni di euro. Termini di presentazione delle domande ancora da definire. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy destina 100 milioni di euro ai programmi di sviluppo delle PMI della filiera della moda. La misura, prevista dalla legge 34/2026 e disciplinata dal decreto ministeriale del 6 agosto 2026, sostiene gli investimenti e l’integrazione dei processi produttivi in Italia, valorizzando anche l’impiego prevalente di semilavorati italiani o europei. Il 25% delle risorse è riservato alle micro e piccole imprese; il 40% ai programmi realizzati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Quali imprese possono accedere

Possono partecipare le PMI regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese, che svolgono almeno una delle attività ATECO 2025 dell’Allegato 1 al decreto. Il perimetro comprende tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature, insieme ad altre attività della filiera. Per alcune lavorazioni, l’ammissibilità dipende anche dalle limitazioni indicate nell’allegato. Restano necessari la regolarità contributiva e gli altri requisiti previsti dal decreto. La domanda può essere presentata da una singola PMI oppure congiuntamente da tre a sei imprese. Nei programmi congiunti, il progetto di ciascuna partecipante deve valere almeno 200.000 euro.

Programmi e spese ammissibili

I piani devono prevedere spese ammissibili complessive tra 1 e 20 milioni di euro e riguardare unità locali in Italia. Gli interventi comprendono nuove unità produttive, ampliamenti, diversificazione della produzione, cambiamenti fondamentali dei processi produttivi e acquisizione di attivi di stabilimenti esistenti. Gli investimenti produttivi possono essere integrati da progetti di innovazione di processo e organizzativa, entro il 40% del piano, e di formazione, entro il 20%. La ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale sono ammessi soltanto a integrazione di investimenti produttivi con spese ammissibili superiori a 5 milioni di euro. Tra le spese figurano macchinari, impianti e attrezzature nuovi, oltre alle immobilizzazioni immateriali. Sono ammessi anche suolo aziendale, opere murarie e consulenze connesse, rispettivamente entro il 10%, il 40% e il 5% dell’investimento produttivo ammissibile. L’avvio deve essere successivo alla domanda; la conclusione è prevista entro 36 mesi dalla concessione, con eventuale proroga autorizzata fino a 12 mesi.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati

L’intervento prevede un contributo a fondo perduto e, su richiesta, un finanziamento agevolato pari al 20% degli investimenti ammissibili. La somma delle due componenti non può superare il 75% delle spese ammissibili. L’agevolazione effettiva dipende dalla localizzazione, dalla dimensione dell’impresa, dalla tipologia di progetto e dal regime di aiuto applicabile. Il finanziamento ha una durata massima di dieci anni, oltre a un preammortamento fino a tre anni. Il tasso applicato è pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla concessione, determinato secondo le regole europee.

Domande e criteri di selezione

Al 23 settembre 2026, la pagina ufficiale MIMIT rinvia ancora a un successivo decreto direttoriale per i termini e le modalità di presentazione delle domande. L’accesso avverrà attraverso una procedura valutativa a graduatoria. Tra i criteri figurano la copertura finanziaria del piano, il rapporto tra margine operativo lordo e investimento, le certificazioni etico-sociali e la tracciabilità della catena di fornitura.

Fonti ufficiali: scheda MIMIT · DM 6 agosto 2026, artt. 3, 5–9 e Allegato 1